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Il DNA di 90 mummie svela la storia degli antichi Egizi

Il DNA di 90 mummie svela la storia degli antichi Egizi

Le mummie egizie conservano molti dettagli dei defunti: tratti del viso, segni di malattia e persino tatuaggi. Ma il DNA era così difficile da estrarre che molti scienziati si erano convinti che il clima caldo del deserto, l’umidità delle tombe e le sostanze chimiche usate nella mummificazione, avessero distrutto il materiale genetico da tanto tempo.

Ora una squadra di specialisti di DNA antico ha sequenziato con successo i genomi di 90 mummie egizie risalenti tra il 1.388 a.C. e il 426 d.C. È la prima volta che gli scienziati possono esaminare degli Egizi comuni, che sorprendentemente sarebbero cambiati poco nonostante secoli di conquiste.

Scoperto un cartiglio del faraone Sesostri II a Eracleopoli.

Scoperto un cartiglio del faraone Sesostri II a Eracleopoli.

Una missione archeologica spagnola ha trovato un grande architrave di granito rosso durante gli scavi nell’antica città di Eracleopoli (odierna Ihnasya el Madina), in Egitto.

La scoperta è “molto importante” poiché vi sono incisi due cartigli col ​​nome di Sesostri II, il quarto faraone della XII dinastia, regnante tra il 1.895 e il 1.889 a.C. circa.

L’architrave è stato trovato nel tempio dedicato a Hershef, una divinità egizia locale raffigurata come un uomo con la testa di ariete.

Huaca Prieta in Perù datato a 15.000 anni fa

Huaca Prieta in Perù datato a 15.000 anni fa

Sulla costa del Perù, una spedizione archeologica ha scoperto dei resti antichi che hanno radicalmente cambiato la datazione di un’importante struttura cerimoniale chiamata Huaca Prieta.

Finora era infatti noto solo l’imponente tumulo di terra costruito circa 7.800 anni fa, ma un nuovo studio ha trovato nelle sue profondità una bella sorpresa: utensili di pietra, ossa animali e residui di piante lasciati da alcuni dei primi americani quasi 15.000 anni fa.

Ciò rende Huaca Prieta uno dei siti archeologici più antichi delle Americhe, e suggerisce che i primi migranti della regione potrebbero essersi mossi sorprendentemente lentamente lungo la costa.

Scoperto un nuovo henge in Inghilterra: il Newbold Henge

Scoperto un nuovo henge in Inghilterra: il Newbold Henge

Gli archeologi hanno scoperto un henge di ben 4.000 anni, contenente cinque sepolture umane ben conservate. Il monumento neolitico è stato trovato in un campo nella città di Newbold-on-Stour, in Inghilterra.

La scoperta è avvenuta grazie a una indagine geofisica di routine, precedente alla costruzione di alcune case. E quando i risultati hanno indicato un insolito fossato circolare e un terrapieno, una squadra dell’Archaeology Warwickshire ha deciso di dare un’occhiata più approfondita.

Un’ossidiana paleolitica trasportata per 700 km

Un’ossidiana paleolitica trasportata per 700 km

L’analisi di una scheggia di ossidiana scavata in Siria, risalente tra i 41.000 e i 32.000 anni fa, dimostra che proviene da un lontano vulcano in Turchia, distante oltre 700 km.

Gli archeologi Ellery Frahm (Università di Yale) e Thomas Hauck (Università Di Colonia) hanno usato la tecnica della fluorescenza a raggi X per studiare la composizione chimica di 230 campioni di ossidiana in tutto il Vicino Oriente e trovare la fonte della scheggia.

Finora il primo trasporto su lunga distanza di ossidiana nella regione risaliva al periodo natufiano, tra i 14.500 e gli 11.500 anni fa.

56 giare egizie per la mummificazione riscoperte a Deir el-Bahari

56 giare egizie per la mummificazione riscoperte a Deir el-Bahari

In Egitto una missione archeologica spagnola dell’Università di Alcalá, diretta da Antonio Morales, ha riscoperto 56 giare usate per l’imbalsamazione ancora piene di materiali per mummificare il defunto.

Risalgono a circa 4.000 anni fa e furono impiegate per il corpo di Ipi, visir d’Egitto e supervisore di Tebe, nonché membro dell’élite durante il regno del faraone Amenemhat I, all’inizio della XII dinastia (1985 a.C. circa).

I primi esseri umani sulla costa dell’Australia

I primi esseri umani sulla costa dell’Australia

Il più antico sito umano sulla costa australiana è stato scoperto in una remota grotta dell’Australia occidentale, portando l’inizio dell’occupazione aborigena tra i 46.200 e i 51.100 anni fa.

Nella grotta di Boodie, sull’isola di Barrow, gli archeologi hanno scavato ossa animali, conchiglie e utensili di pietra.

Situata a 60 chilometri dalla costa di Pilbara, l’isola di Barrow venne separata dalla terraferma circa 6.800 anni fa a causa dell’aumento del livello dell’oceano.

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