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Un sacrificio umano sotto il palazzo reale di Wolseong in Corea

Un sacrificio umano sotto il palazzo reale di Wolseong in Corea

Per la prima volta in un sito coreano sono state trovate tracce di un sacrificio umano rituale. Due scheletri risalenti al V secolo sono stati scoperti sotto le mura del Wolseong, o Castello della Luna, a Gyeongju in Corea del Sud, la capitale dell’antico regno di Silla.

«Questa è la prima prova archeologica delle storie sui sacrifici umani utilizzati per le fondamenta di edifici, barriere o mura», ha dichiarato Choi Moon-Jung, portavoce dell’Istituto Nazionale di Ricerca del Patrimonio Culturale di Gyeongju. La sepoltura di vittime ancora in vita insieme ai loro sovrani defunti, con l’obiettivo di servirli nell’aldilà, è ben nota nelle antiche culture coreane.

Le origini extraterrestri delle perline della cultura Hopewell

Le origini extraterrestri delle perline della cultura Hopewell

Annerite e irregolari, le perline preistoriche trovate in un’antica tomba negli Stati Uniti non sembrano niente di speciale. Una nuova analisi dimostra però che sono fatte di un materiale molto esotico: i frammenti di un meteorite caduto sulla Terra a oltre 700 chilometri di distanza.

Il collegamento tra il meteorite di Anoka, caduto nel centro del Minnesota, e le perline dell’Illinois conferma che «2000 anni fa, le merci e le idee si spostavano per centinaia di chilometri in tutta l’America nord-orientale», ha dichiarato Timothy McCoy, coautore dell’analisi e curatore del Museo Nazionale di Storia Naturale di Washington.

L’ambiente del primo individuo del genere “Homo” 2,8 milioni di anni fa

L’ambiente del primo individuo del genere “Homo” 2,8 milioni di anni fa

Gli scienziati hanno a lungo ipotizzato che la transizione dall’Australopiteco all’Homo, in Africa orientale, fosse collegata al passaggio da un ambiente caratterizzato da umide foreste a pianure erbose più aride. Ora un nuovo studio ha analizzato alcuni fossili animali per ricostruire l’ambiente in questa regione tra i 3,5 e 1 milione di anni fa, confermando la teoria.

I dati sono stati incrociati con l’analisi dei denti fossilizzati del più antico appartenente al genere Homo mai trovato: un individuo scoperto nel 2013 a Ledi-Geraru (Etiopia) e risalente a 2,8 milioni di anni fa. La sua dieta, tuttavia, era simile a quella dell’Australopiteco, implicando che un cambiamento della dieta non coincise con l’origine del genere Homo.

Una catacomba con 17 mummie scoperta nel centro dell’Egitto

Una catacomba con 17 mummie scoperta nel centro dell’Egitto

Gli archeologi hanno scoperto una catacomba sotterranea con numerosi corridoi pieni di mummie, in un antico cimitero nel sito di Tuna el-Gebel, in Egitto.

Nella catacomba si può entrare solo attraverso uno stretto condotto che conduce sottoterra. «È la prima necropoli umana trovata nel centro dell’Egitto con un tale numero di mummie», ha detto Salah al-Khouli, professore all’università del Cairo e direttore della missione archeologica. «Potrebbe indicare la presenza di una necropoli molto più grande».

Il DNA dei cavalli dimostra l’abilità di addomesticamento degli Sciti

Il DNA dei cavalli dimostra l’abilità di addomesticamento degli Sciti

I cavalli sacrificati dalle popolazioni nomadi dell’Asia centrale più di 2.000 anni fa hanno fornito nuovi dettagli sul loro addomesticamento e sull’allevamento in base alle loro esigenze.

Gli Sciti abitarono in parte di questa enorme regione, dalla Siberia al Mar Nero, per circa 800 anni a partire dal IX secolo a.C. Erano noti per l’abilità nel combattimento equestre, tra cui il tiro di frecce cavalcando, e per il brutale trattamento degli sconfitti. Lo storico greco Erodoto scrisse che gli Sciti accecavano i loro schiavi e che i guerrieri bevevano il sangue del primo nemico ucciso in battaglia.

Il mistero della seconda piramide di Ameny Qemau: trovati i resti della principessa Hatshepset

Il mistero della seconda piramide di Ameny Qemau: trovati i resti della principessa Hatshepset

Colpo di scena nella necropoli Dahshur in Egitto: nella nuova piramide scoperta solo il mese scorso, e nella quale era stato trovato il nome del faraone Ameny Qemau, gli archeologi hanno scavato la camera sepolcrale e trovato la cassa di legno che conteneva i vasi canopici del defunto (i vasi con le viscere estratte durante la mummificazione).

Ma i geroglifici sulla cassa non riportano il nome del faraone, bensì forse quello di sua figlia: si legge infatti il nome di una principessa chiamata Hatshepset, citata come “figlia del re” e da non confondersi con la famosa regina egizia Hatshepsut.

Una tomba micenea nel cuore di Salamina

Una tomba micenea nel cuore di Salamina

Una tomba a camera micenea risalente al XIII-XII secolo a.C. è stata scoperta nel centro della città principale dell’isola di Salamina, in Grecia, nel corso di lavori per la rete fognaria.

Ada Kattoula, archeologa presso l’Eforato delle Antichità dell’Attica occidentale, del Pireo e delle isole, ha dichiarato all’agenzia stampa ANA che si tratta della terza tomba rinvenuta in questa zona, dopo le due scoperte nel 2009 durante altri lavori sulla fognatura.

Ecco ‘Neo’, il più completo scheletro di Homo naledi mai trovato

Ecco ‘Neo’, il più completo scheletro di Homo naledi mai trovato

Quando due anni fa i cacciatori di fossili svelarono i resti di una misteriosa e arcaica nuova specie umana, nelle profondità di una grotta in Sudafrica, la comunità scientifica rimase sbalordita. Da allora, i corpi dei membri della famiglia a lungo dimenticata si sono moltiplicati.

Nello studio pubblicato sulla rivista eLife si parla dei resti di almeno 18 Homo naledi. L’ultimo ritrovamento di ossa, scoperte in una grotta a 100 metri dal primo, include un cranio adulto quasi completo.

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