Al Museo navale i reperti sequestrati

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Archeologia subacquea.

I dolia che già sono al Museo navale e sotto il Museo navale che si trova in via San Lazzaro a Porto Maurizio.

 

117 reperti di epoca romana sequestrati nel 2013 dai carabinieri di Alassio in numerose abitazioni private troveranno posto in una sala dedicata all’archeologia subacquea nel nuovo Museo navale di Imperia. Lo saranno con i 15 dolia provenienti dal relitto di una nave romana del 50 D.C. naufragata davanti alla costa di Diano Marina. La conferma arriva dal comandante Flavio Serafini, curatore del museo imperiese. Dice Serafini: «Il problema maggiore è rappresentato dalla burocrazia e dai ritardi a essa connessi».  

Spiega Serafini: «I dolia sono i più grandi sino a oggi ritrovati. Per loro è prevista una scenografia particolare, che andrà a completare le dotazioni archeologiche frutto dei noti sequestri del 2013 in abitazioni private da parte dell’Arma dei Carabinieri nella cosiddetta operazione “Nemo”. Si tratta di 117 oggetti fra anfore, vasi, daghe, piombi per scandagli, monete e ancore litiche, che potranno essere esposti nella sala dei dolia grazie alle vetrine che presto si renderanno disponibili nella vecchia sede museale. Alcuni operatori subacquei che supportano e già operano nel Museo navale, ai quali erano stati sequestrati i reperti, oggi tutti classificati, si sono detti felici che questi possano essere esposti in una sede prestigiosa e adeguata, invece di restare dimenticati per anni nei depositi della Soprintendenza. I carabinieri, che hanno seguito tutta la vicenda dal punto di vista investigativo e non solo, hanno confermato la disponibilità ad adoperarsi affinchè questo patrimonio di storia possa raggiungere quanto prima Imperia. Per la verità gli stessi carabinieri avevano già proposto il trasferimento due anni orsono al Comune ma avevano ottenuto risposte evasive». 

L’intenzione dei responsabili del Museo navale è anche quella di sollecitare a Imperia il trasferimento del carico del «leudo del Mercante», imbarcazione di età rinascimentale, naufragata al largo di Varazze. Si tratta di una ricca collezione di ceramica savonese che anni fa è stata esposta in una mostra didattica nelle sale del complesso monumentale di San Michele a Roma e che riposa tuttora nei depositi genovesi della Soprintendenza. Nella sala archeologica del Museo è ubicata inoltre una grande vasca metallica per il lavaggio e il trattamento di desalinizzazione dei reperti, specie quelli lignei. Chiude Serafini: «A questo proposito, abbiamo grande interesse al recupero degli scafi e della chiodagione come da tempo fanno i francesi, per i quali è molto importante anche lo studio delle linee di scafo, chiglia, madieri, piano di coperta. Sarà un omaggio che Imperia tributerà al suo cittadino Nino Lamboglia, padre dell’archeologia subacquea italiana».

  • Pubblicato: Mercoledì, 11 Ottobre 2017

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