Archeologia sommersa nella Laguna di Marano.

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Archeologia subacquea.

 

 

Archeologia sommersa nella Laguna di Marano
La scoperta di alcuni dei più importanti contesti archeologici dell’Adriatico nord-orientale si deve, in molti casi, a subacquei o a pescatori maranesi. Nella suggestiva sede della Vecchia Pescheria a Marano Lagunare il 7 aprile alle 17 l’archeosub Maria Teresa Corso ha illustrato le prime pionieristiche scoperte che il gruppo Archeosub di Marano effettuò negli anni Ottanta del secolo scorso nella laguna di Marano, recuperando dati e reperti che oggi sono alla base della conoscenza storico-archeologica dell’area e dell’esposizione museale locale. E’ il secondo appuntamento dell’interessante ciclo di conferenze promosse dal Comune di Marano e dal Museo Archeologico della Laguna e organizzate in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Gruppo Azione Costiera del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione Lacus Timavi di Monfalcone.

L’archeologia sommersa al largo delle nostre coste: questo è il filo conduttore tematico del ciclo di incontri promosso dal Comune di Marano e dal Museo Archeologico della Laguna come iniziativa collaterale alla mostra “Il senso della scoperta. Nuove testimonianze archeologiche dalla terra e dal mare nella Laguna di Marano”, visitabile nel museo fino al 1 maggio 2018.
L’iniziativa, intitolata “Il senso della scoperta. Archeologia sommersa del nostro mare dalla scoperta alla valorizzazione”, propone una serie di appuntamenti incentrati su alcuni dei più importanti contesti archeologici dell’Adriatico nord-orientale, la cui scoperta si deve proprio, in molti casi, a subacquei o a pescatori maranesi. Le conferenze, organizzate in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Gruppo Azione Costiera del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione Lacus Timavi di Monfalcone, si terranno nella Vecchia Pescheria di Marano Lagunare.
Ha aperto le conferenze il 24 marzo Rita Auriemma presentando i risultati dei più recenti studi sulla nave romana di Grado nota come Iulia Felix, naufragata a circa 6 miglia dal margine della laguna con il suo carico di vetro da riciclare e di 600 anfore piene di salse e conserve di pesce, attualmente valorizzato nella mostra “Il mare dell’intimità” a Trieste. 
Nel secondo incontro, il 7 aprile, Maria Teresa Corso ha illustrato le prime pionieristiche scoperte che il gruppo Archeosub di Marano effettuò negli anni Ottanta nella laguna di Marano, recuperando dati e reperti che oggi sono alla base della conoscenza storico-archeologica dell’area e dell’esposizione museale locale. 
Nell’incontro del 21 aprile Valentina Degrassi e Gilberto Penzo, prendendo spunto dal rinvenimento del relitto di imbarcazione romana avvenuto nel 1972 nella zona del Lisert presso Monfalcone, parleranno rispettivamente del paesaggio del Lacus Timavi, l’antico bacino lagunare punteggiato da isole e da ville marittime, e dell’architettura navale dell’alto Adriatico nella sua evoluzione dall’età romana a quella moderna. 
Nell’ultimo appuntamento del 27 aprile, in apertura Carlo Beltrame racconterà come dal rinvenimento casuale di un pezzo d’artiglieria da parte di un peschereccio maranese al largo di Punta Tagliamento si è arrivati a scoprire e a conoscere l’unico relitto noto di un vascello del Regno d’Italia napoleonico: il brigantino Mercurio, affondato sotto il fuoco delle navi britanniche durante la famosa battaglia di Grado del 1812. 
Seguirà, come evento finale, una conversazione sul tema “Azioni e buone pratiche per il recupero e la salvaguardia dei beni archeologici sommersi” in cui interverranno i rappresentanti dei principali enti e istituzioni coinvolti nella ricerca, tutela e valorizzazione dei beni archeologici, a cominciare dal capitano Lorenzo Pella, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine. L’iniziativa è rivolta ai cittadini, ai subacquei e a tutto il comparto pesca e ha l’obiettivo di promuovere la diffusione di buone pratiche e di stimolare un processo partecipativo nella conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale, evidenziando come questa rappresenti, oltre che un valore a se stante, anche un'opportunità di sviluppo per la comunità locale.

  • Pubblicato: Mercoledì, 11 Aprile 2018

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