I raggi cosmici rivelano un possibile spazio vuoto nella Grande Piramide di Giza

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Archeologia.


(ScanPyramids mission)

Una squadra di fisici ha utilizzato i raggi cosmici per rivelare una grande spazio vuoto di 30 metri all’interno della Piramide di Cheope, in Egitto. Come scritto dagli stessi ricercatori sulla rivista NatureNON si parla di una stanza segreta, ma di un generico spazio le cui forma e dimensione non sono state ancora definite.

Diversi egittologi si sono inoltre dimostrati critici sui risultati dello studio: «Non c’è alcuna possibilità di trovare una camera nascosta» afferma Aidan Dodson, egittologo dell’Università di Bristol. Ancora più duro Zahi Hawass, famoso egittologo ed ex ministro egiziano dell’antichità: «È chiarissimo che il vuoto che hanno scoperto non significhi niente. Ci sono molti vuoti nella piramide per motivi di costruzione».

Tuttavia gli esperti sperano di scoprire nuovi, preziosi dettagli per quanto riguarda la costruzione della piramide. La Grande Piramide sarebbe stata costruita dal faraone Cheope, re dal 2509 al 2483 a.C. È la più grande delle piramidi egizie e l’unica meraviglia del mondo antico sopravvissuta. Non si trovavano nuovi spazi o passaggi dentro la piramide sin dall’Ottocento.

 


(ScanPyramids mission)


(Nature)

Pioggia di muoni

Gli scienziati del progetto Scan Pyramids hanno un approccio insolito con le piramidi. Evitano deliberatamente di coinvolgere gli egittologi durante le scansioni, preferendo avere un “sguardo nuovo e forse ingenuo”, ha dichiarato ai giornalisti Mehdi Tayoubi, presidente dell’organizzazione Heritage Innovation Preservation e capo della missione ScanPyramids. L’idea, dice, è di evitare le nozioni preconcette su quelli che dovrebbero essere dei concreti dati fisici.

La squadra ha scoperto il misterioso vuoto osservando i muoni, delle particelle che si formano quando i raggi cosmici interagiscono con l’atmosfera superiore della Terra. Queste particelle cadono sul pianeta costantemente, trapassando la materia ordinaria quasi alla velocità della luce; ma, quando attraversano un oggetto denso, perdono energia e alla fine decadono. Se quindi ci sono grandi spazi vuoti nel loro percorso, verranno rilevati più muoni del previsto.

Tre metodi diversi

Sono stati tre i metodi per rilevare i muoni dentro e fuori la Grande Piramide. Il primo, nella Camera della Regina nel 2015, si è affidato a pellicole con emulsioni chimiche sviluppate dai ricercatori dell’Università di Nagoya (Giappone). Sono come le classiche pellicole fotografiche, solo che catturano il movimento non solo della luce visibile, ma anche delle particelle altamente energiche. Un secondo metodo, che rileva particelle chiamate hodoscopi, è stato sviluppato dai ricercatori del laboratorio High Energy Accelerator Research Organisation (KEK), in Giappone. Entrambi questi rilevatori sono stati collocati all’interno della piramide. Un terzo metodo, che studia i muoni grazie al gas argon, è stato utilizzato dagli scienziati del Commissariato per l’energia atomica e le energie alternative di Parigi (CEA) fuori la piramide. Ogni metodo di rilevamento muonico ha vantaggi e svantaggi: le pellicole con le emulsioni sono molto precise, ma per esempio funzionano solo per circa 80 giorni. I due dispositivi elettronici offrono misurazioni meno precise ma possono durare di più, raccogliendo maggiori quantità di dati.

Ad ogni modo, tutti e tre i metodi di rivelazione hanno riportato lo stesso risultato: c’è uno spazio vuoto mai rilevato prima. «È stata una grande sorpresa», ha detto Tayoubi. «Siamo molto emozionati».


Per due mesi, la CEA ha posto fuori dalla piramide due telescopi per lo studio dei muoni, davanti alle facciate nord e est (ScanPyramids mission)


Preparazione delle placche per i muoni da parte degli scienziati dell’Università di Nagoya nella Camera della Regina (ScanPyramids mission)


(ScanPyramids)

Uno spazio senza forma né dimensione

La Grande Piramide ha tre camere note: una camera sotterranea, la Camera della Regina e più in alto, la Camera del Re, tutte collegate da diversi corridoi. Lo spazio appena rilevato sembra trovarsi proprio sopra la Grande Galleria, e potrebbe essere orizzontale o inclinato, unico o fatto di più spazi. Il suo scopo è ignoto, ma Tayoubi suggerisce che potrebbe essere “una seconda Grande Galleria”.

«Dobbiamo essere molto cauti in questo momento, ci vogliono altre ricerche per definire più precisamente l’orientamento e la dimensione», ha affermato Hany Helal (Università del Cairo), coordinatore del progetto ScanPyramids. Nel 2016, gli stessi ricercatori avevano riportato la scoperta di un piccolo spazio vuoto dietro la facciata nord della piramide.


(BBC)


La Grande Galleria (ScanPyramids)

Le critiche degli egittologi

Le reazioni della comunità degli egittologi sono contrastanti. «Il vuoto può essere un’altra camera o una galleria, un condotto d’aria o un difetto architettonico poi sigillato», ha dichiarato Monica Hanna, archeologa, egittologa e fondatrice del programma Egypt’s Heritage Task Force.

È improbabile che ci siano manufatti relativi alla sepoltura del re, dice invece Aidan Dodson, perché c’è già una camera sepolcrale con un sarcofago. Dodson pensa piuttosto che si tratti di una camera per alleggerire il peso sulla sottostante Grande Galleria. Esempi simili sono visibili sopra la Camera del Re e nella piramide di Meidum. Ma Colin Reader, un geologo e ingegnere indipendente, studioso delle piramidi egizie, suggerisce che la nuova camera è troppo lontana dalla Grande Galleria per servire a questo scopo. Si chiede se, come la Grande Galleria porta alla Camera del Re, quello spazio vuoto non porti a un’altra camera più in alto. «Bisognerebbe indagare e scoprirlo», dice.

L’egittologo Bob Brier ha una particolare teoria: nel 2007, lui e l’architetto francese Jean-Pierre Houdin avevano ipotizzato che la Grande Galleria facesse parte di un enorme sistema di contrappesi. I pesi che scivolavano lungo la Grande Galleria avrebbero tirato su i pesanti blocchi di granito fino alla Camera del Re. Il nuovo spazio, secondo Brier, potrebbe essere parte di un secondo sistema di contrappesi più in alto. I risultati sembrano poi rifiutare la teoria, presentata da Houdin e Brier, che i costruttori avessero usato una rampa interna per sollevare i blocchi fino ai livelli più alti. «Questi dati suggeriscono che la rampa non sia lì», dice Brier.

Zahi Hawass è stato molto più critico: «Dobbiamo stare sempre molto attenti alla parola ‘vuoto’, perché la Grande Piramide è piena di spazi vuoti», ha detto. I costruttori della piramide misero pietre di forme e dimensioni diverse al centro, perciò – dice Hawass – l’intera struttura è piena di buchi. I progettisti originali della piramide sigillarono i tunnel usati per la costruzione. Identificare questi vuoti c’entra di più con la pubblicità che con la conoscenza della piramide. «Non ha niente a che fare con alcuna stanza segreta o altro all’interno della Grande Piramide», ha detto. Aggiunge che lui e i suoi colleghi della commissione che riesamina le scoperte a Giza, scriveranno una relazione che spiega perché dal punto di vista di un egittologo sia meglio parlare di “anomalie”.

Tayoubi e i suoi colleghi, tuttavia, sostengono che il vuoto non sia il risultato di una costruzione irregolare, perché anche dei blocchi di diversa dimensione e orientamento avrebbero assorbito i muoni. «Da un punto di vista tecnico e strutturale dell’analisi, non ci può essere un’irregolarità», ha dichiarato Helal. Ora però, non ci sono piani per indagare direttamente il vuoto. Non c’è modo di accedervi attraverso corridoi o camere esistenti, e gli egittologi non consentono più i metodi distruttivi per studiare le piramidi e altri edifici antichi. Si potrebbero mettere ulteriori rilevatori di muoni nella camera del Re per esaminare il vuoto da nuovi angoli. Dice Tayoubi: «Vogliamo altri dati nella Grande Piramide. È una questione di mezzi e di soci, e di come possiamo continuare».

La prossima piramide da scansionare potrebbe essere quella di Chefren, la seconda più grande nella piana di Giza.


(ScanPyramids)

  • Pubblicato: Martedì, 14 Novembre 2017

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