Pollini sulla Sindone: probabili tracce di unguento e balsamo usati nelle sepolture e in riti funebri.

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Archeologia.

Queste una delle ipotesi formulate in un recente studio realizzato dalla botanica e biologa Marzia Boi, ricercatrice al Laboratorio di Botanica del Dipartimento di Biologia dell'Università delle Isole Baleari, a Palma di Maiorca, Spagna, e componente dell'Edices, il Gruppo di Ricerca del Centro Spagnolo di Sindonologia. La ricerca è stata pubblicata nel mese di aprile con il titolo Pollen on the Shroud of Turin: The Probable Trace Left by Anointing and Embalming - Polline sulla Sindone di Torino: la probabile traccia lasciata da unguento e balsamo, sulla rivista Archaeometry, edita dall'università di Oxford, Volume 59, Issue 2, pagine 316 – 330, DOI: 10.1111/arcm.12269.

Lo studio, come si legge anche nell'abstract che presenta l'articolo, "propone una interpretazione alternativa dei granuli pollinici che si trovano", sul Telo della Sindone di Torino, "la maggior parte dei quali appartengono a piante entomogame. L'esame delle immagini in letteratura e l'osservazione del polline moderno con microscopio ottico e con scansione al microscopio elettronico rivelano che il polline più abbondante sulla reliquia può essere attribuito al genere Helichrysum - famiglia Asteraceae - anziché Gundelia tournefortii. L'altro più importante polline trovato appartiene alle specie Cistaceae - Cistus - le Apiaceae - probabilmente la specie Ferula - e le Anacardianceae, il genere Pistacia".

L'ipotesi è che tali granuli di polline possano provenire da alcune piante da cui anticamente venivano prodotte alcune "sostanze costose e preziose che avrebbero costituito la base degli oli di Helichrysum, ladanum e galbanum, nonché di prodotti come il mastice e la resina di terebinto"; sostanze alla base di unguenti e balsami utilizzati anticamente per le sepolture; una ipotesi che finora "non era stata considerata da autori precedenti". L'ipotesi si collega anche ad "antichi documenti storici" che mostrano appunto i "riferimenti che potrebbero collegare le tracce di pollini ad una miscela di balsami e pomate impiegate per preparare il corpo per funerali e sepolture. Per questo motivo, lo studio palinologico rivela la coerenza con questi documenti storici sui rituali, come riportato dagli importanti studiosi antichi Plinio il Vecchio e Dioscoride, risalenti al primo secolo dopo Cristo".

Archaeometry è una rivista internazionale sull'utilizzo delle scienze fisiche e biologiche nelle indagini archeologiche e della storia dell'arte. Tra le tematiche affrontate troviamo "metodi di datazione, studi sugli artefatti, metodi matematici, tecniche di telerilevamento, scienza della conservazione e lo studio dell'uomo e del suo ambiente". Questo giornale scientifico originariamente era nato nel 1958 come Bulletin of the Research Laboratory for Archaeology and the History of Art - Bollettino del Laboratorio di Ricerca per l'Archeologia e la Storia dell'Arte dell'università di Oxford che lo ha pubblicato per circa 40 anni. Dal 2001 Archaeometry, viene pubblicata dal Laboratorio di Ricerca per l'Archeologia e la Storia dell'Arte, dell'università di Oxford University, in collaborazione con la Gesellschaft für Naturwissenschaftliche Archäologie Archäometrie e con la Società per le Scienze Archeologiche della Wiley - Blackwell.

  • Pubblicato: Mercoledì, 03 Maggio 2017

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