Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»

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Archeologia.

Zahi Hawass

La cavità che gli scienziati di ScanPyramids hanno rilevato dentro la Piramide di Cheope “non è una nuova scoperta”, ha dichiarato il famoso egittologo Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità.

Secondo Hawass la piramide è piena di buchi già noti, e comunque non è corretto parlare di nuovi passaggi o camere segrete, ma solo di anomalie o cavità.

«Non è chiaro cosa ci sia all’interno di quello spazio, a cosa servisse, o se si tratti di uno o di più spazi», ha dichiarato Hawass, oggi a capo proprio del comitato scientifico che supervisiona il progetto ScanPyramids per conto del Ministero egiziano delle Antichità.

 


La cavità sarebbe la prima grande struttura trovata all’interno della piramide dall’800, una scoperta resa possibile dai progressi della fisica delle particelle ad alta energia (Nature)

Hawass ha dichiarato al quotidiano Ahram Online che non è corretto parlare della scoperta di una nuova cavità. Dieter Arnold, autore del libro ‘Building in Egypt: Pharaonic Stone Masonry’, ha menzionato degli spazi vuoti nella piramide dovuti alle tecniche di costruzione; sono situati sopra l’ingresso fino al corridoio discendente e quindi anche sopra tutti i passaggi, inclusa la Grande Galleria. «Credo che dobbiamo stare sempre molto attenti alla parola ‘vuoto’ perché la Grande Piramide è piena di vuoti», ha detto Hawass.

Hawass ha spiegato che gli egittologi sanno come sia stata costruita la piramide. La base è un sostrato roccioso (alto circa 8 metri) su cui sono state posizionate delle grosse pietre per formare il nucleo della piramide. Le pietre, provenienti da una cava vicina, erano di dimensioni diverse, con alcune più piccole di altre. La struttura interna del nucleo presenta dunque grandi irregolarità, a differenza del rivestimento esterno e della piattaforma per cui furono utilizzate le raffinate pietre calcaree di Tura. Nessuna delle pietre del nucleo è di dimensioni o forma modulari; ci sono dei grandi buchi. Inoltre, ha detto Hawass, i costruttori potrebbero aver lasciato delle cavità più grandi per ragioni architetturali. Una cavità non significa necessariamente una stanza, ha commentato.

Molte spedizioni archeologiche hanno testato dei rilevamenti geoelettrici negli ultimi 50 anni. Queste spedizioni provenivano da Berkeley, Stanford, Giappone e Francia. Mostrano sempre dei possibili spazi vuoti all’interno della piramide perché, dice Hawass, amano la fama e la promozione per la loro nuova attrezzatura. L’attuale spedizione, all’inizio del loro lavoro nel 2015, aveva organizzato una grande conferenza stampa sul lato orientale della Grande Piramide. Avevano annunciato che su quel lato c’era una pietra con cinque gradi di temperatura in più rispetto al resto della piramide. «Quando ho esaminato questa zona, ho scoperto che la pietra a est era stata messa nel 1939 durante un restauro, ed era stata attaccata con del cemento. Ecco perché questa zona ha una temperatura più alta rispetto agli altri blocchi», ha dichiarato Hawass. «Questo progetto dovrebbe essere scientifico e non cercare camere e passaggi nascosti per attirare l’attenzione del pubblico e di coloro che amano affermare che le piramidi sono state costruite dagli alieni. Alcuni di loro li chiamavo ‘piramidioti’».

«Abbiamo visto che la squadra del progetto ScanPyramids ha pubblicato un video nell’ottobre del 2016 sul loro lavoro all’interno della piramide di Cheope (le due cavità scoperte nel 2016, ndr). Il video alla fine mostrava una ricostruzione geometrica di un passaggio sconosciuto sopra il passaggio discendente. Questa ricostruzione di un passaggio è una pura congettura per spiegare un’anomalia. Il progetto ScanPyramids non può definire la forma, la dimensione o l’esatta posizione di quel vuoto. Quindi dobbiamo stare attenti a come i risultati vengono presentati al pubblico», ha affermato Hawass. «Pensiamo che il Ministro delle Antichità Khaled El-Enany abbia nominato questo comitato scientifico (che presiede, ndr) per riesaminare questo lavoro, perché è importante che questi dati vengano rivisti da una squadra che ha trascorso la propria vita lavorando all’interno e intorno alle piramidi. Non siamo affatto contro ogni scoperta ma, come comitato scientifico, abbiamo la responsabilità di spiegare ai non-egittologi lo scopo e il metodo di costruzione della Grande Piramide. Abbiamo scritto nella nostra relazione, che abbiamo presentato a El-Enany, che il progetto ScanPyramids dovrebbe continuare il loro lavoro ma devono utilizzare l’approccio scientifico, e che siamo felici abbiano pubblicato il loro studio. Noi, d’altro canto, pubblicheremo una relazione con la nostra opinione su questo lavoro, come comitato scientifico».

  • Pubblicato: Martedì, 14 Novembre 2017

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